Gerardo Guccini: a proposito del “Teatro postdrammatico” di Hans-Thies Lehmann

RIFLESSIONI E ANALISI SU UNO DEI TESTI PIU’ INFLUENTI DELLA CRITICA TEATRALE CONTEMPORANEA  = video a cura di QU.EM. quintelemento

“Tracce” è lo Studio-osservatorio sul teatro contemporaneo a cura della UILT, l’Unione Italiana Libero Teatro, giunto nel 2018 alla quarta edizione. Quest’anno, ad Oliveto Citra (Salerno), il tema dominante dei dibattiti e delle tavole rotonde è stato il cosiddetto teatro postdrammatico, secondo la formulazione coniata da Hans-Thies Lehmann nel suo celebre e fondamentale testo del 1999, finalmente disponibile anche in traduzione italiana. Vi proponiamo il video integrale dell’intervento di Gerardo Guccini, docente del DAMS di Bologna.

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Intervista a Cathy Marchand del Living Theatre

PASOLINI, ARTAUD, BROOK… E NATURALMENTE IL LIVING… NELLE PAROLE DI UNA GRANDE PROTAGONISTA DEL TEATRO = a cura di QU.EM. quintelemento

Cathy Marchand e QUEM quintelemento

Abbiamo conosciuto Cathy Marchand, grande attrice del Living Theatre, nel corso della terza edizione di Tracce – Studio Osservatorio sul Teatro Contemporaneo a cura della UILT, Unione Italiana Libero Teatro (Oliveto Citra, settembre 2017). E’ stata l’occasione per  parlare a 360° gradi di quella grande passione che si chiama teatro, e che il Living ha saputo declinare nella sua dimensione più profondamente umana. Ne abbiamo tratto due video, uno più generale, l’altro incentrato in particolare sull’analisi di Cathy Marchand del lavoro video-teatrale che QU.EM. quintelemento presentò a Tracce: “L’atomo di cesio 133 ovvero l’ininfluenza di chiamarsi Riccardo”.

Studi per uno studio del simbolismo linguistico in “Finale di partita” di Samuel Beckett

UN ESTRATTO DA «LA QUESTIONE DEI VALORI NELL’OPERA TEATRALE DI SAMUEL BECKETT» = di ANTONELLA GOI

Samuel Beckett

Questo saggio è tratto dalla tesi laurea di Antonella Goi in Lingue e Letterature Straniere, presso la Facoltà di Magistero dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (1997) e ha vinto l’edizione 2003 del Premio Letterario “Nuove Lettere” dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (sezione saggistica inedita). Lo riprendiamo da un eccellente sito italiano, a cura di Federico Platania.

Leggi qui >  STUDI PER UNO STUDIO DEL SIMBOLISMO LINGUISTICO IN “FINALE DI PARTITA” DI SAMUEL BECKETT = di Antonella Goi

[testo condiviso dal sito “www.samuelbeckett.it” – foto tratta dal blog “il libraio“]

Teatro e Multimediale

UNA BREVE ANALISI DEL RAPPORTO FRA IL TEATRO E IL MONDO DIGITALE = di Manuela Camprini

Video arte

“Il Novecento ci ha abituato a stili, poetiche e arti che della contaminazione hanno fatto il proprio codice estetico; ma il modo in cui il progresso tecnologico e informatico del nuovo millennio sia evoluzione del linguaggio, sia un’ulteriore modalità di rappresentare il mondo contemporaneo, resta ancora da definire”. Riproponiamo questo scritto di quasi dieci anni fa, perché è interessante rileggerlo anche alla luce di quanto è avvenuto dopo, lungo i sentieri del complesso rapporto fra il teatro e la multimedialità.

Leggi qui >  TEATRO E MULTIMEDIALE = di Manuela Camprini

[articolo condiviso dalla rivista online “Noema” – cultura, arti, scienze e tecnologie]

Frankenstein di Mary Shelley

1818-2018… DUE SECOLI DOPO, UN’OPERA CHE NON TRAMONTA MAI = dramma videoteatrale a cura di QU.EM. quintelemento

Frankenstein

Il Frankenstein di Mary Shelley continua a graffiare per la sua modernità e ci interroga nel profondo dell’anima, costringendoci a riflettere su temi sempre scottanti: il confine tra la vita e la morte, i limiti della scienza, l’emarginazione dei diversi, le profonde ingiustizie dei rapporti umani. La rappresentazione dal vivo, come di consueto in forma di lettura, recitazione e video, è andata in scena a Cremona l’8 aprile 2018, nello Spazio Altrove del Centro Culturale Next.

Eugenio Barba, l’Odin Teatret e teatri vari – intervista

COLLOQUIO CON IL GRANDE MAESTRO IN OCCASIONE DEL 50° ANNIVERSARIO  DELLA FONDAZIONE DELL’ODIN TEATRET (2014) = a cura di Paolo Ascagni

Riproponiamo questa intervista, improvvisata con un iPad in condizioni non ottimali, perché vale sempre la pena di riascoltare uno tra gli artisti fondamentali del grande rinnovamento del teatro del Novecento. L’abbiamo realizzata il 12 ottobre 2014 a San Venanzo (Terni), nel corso del Festival Finestre, organizzato dal Teatro Laboratorio Isola di Confine.

Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde

LA GENIALE OPERA DI ROBERT LOUIS STEVENSON… IN UNA PRESENTAZIONE IN FORMA DI LETTURA, RECITAZIONE E VIDEO, A CURA DEL PROGETTO NEXT THEATRE = dramma videoteatrale a cura di QU.EM. quintelemento

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La compagnia QU.EM. quintelemento ha realizzato una sintesi del celebre capolavoro di Stevenson, a partire da un assunto di base: non indulgere in fuorvianti effettismi da cinema horror, ma scavare, invece, dentro i meandri più oscuri dell’animo umano… dove la metafora Jekyll-Hyde è il geniale artificio letterario per mettere a nudo, in pagine di finissima introspezione psicologica, l’eterno dramma della lotta interiore fra il bene e il male. Questa versione video-teatrale è stata rappresentata nella sede del Centro Culturale Next, a Cremona, il 25 febbraio 2018.

Il postdrammatico, ovvero l’astratto

UNA RIFLESSIONE CRITICA SULLA PIU’ CELEBRE OPERA DI HANS-THIES LEHMANN = di Didier Plassard

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Pubblicato nel 1999, “Il teatro postdrammatico” di Hans-Thies Lehmann è stato finalmente tradotto anche in italiano (a cura di Sonia Antinori, postfazione di Gerardo Guccini, edizioni Cue, Bologna 2017). E’ un testo fondamentale per gli studi e la conoscenza del teatro – ormai quasi un classico – e pertanto rappresenta uno straordinario spunto di riflessione e di confronto. Questo articolo, opera di Didier Plassard, docente di studi teatrali presso l’Università Paul-Valéry di Montpellier, mette in evidenza alcuni elementi, a suo parere critici, di un’opera comunque imprescindibile.

Leggi qui >  IL POSTDRAMMATICO, OVVERO L’ASTRATTO = di Didier Plassard

[articolo condiviso dalla rivista online “Sciami” – diretto da Valentina Valentini]

Il ritratto di Dorian Gray

IL ROMANZO PIU’ CELEBRE DI OSCAR WILDE: UNA PRESENTAZIONE DELL’OPERA IN FORMA DI LETTURA, RECITAZIONE E VIDEO, PER IL PROGETTO NEXT THEATRE = dramma videoteatrale a cura di QU.EM. quintelemento

Ci sono delle opere che lasciano un segno indelebile non solo nella storia della letteratura o dell’arte, ma nella storia in senso lato; e diventano immortali perché colpiscono in profondità la mente e il cuore di ogni uomo, indipendentemente dall’epoca e dal contesto. Il ritratto di Dorian Gray venne scritto, pubblicato e rivisto fra il 1890 e il 1891, ma mantiene intatto il suo fascino e la sua inquieta suggestione. Questa sintetica versione video-teatrale della compagnia QU.EM. è stata rappresentata nella sede del Centro Culturale Next, a Cremona, il 21 gennaio 2018.

Macbeth, la tragedia di Scozia

LA TRAGEDIA PIU’ BREVE DI SHAKESPEARE, PER UN CAPOLAVORO SENZA TEMPO = di Valivi

Macbeth

L’opera venne composta, probabilmente, fra il 1599 e il 1605, e fu rappresentata per la prima volta nell’estate del 1606. Ambientata nella Scozia medievale, è diventata uno dei grandi classici del teatro, e non ha mai perso la sua carica drammatica e la sua attualità, in ogni tempo e in ogni luogo. Questo articolo delinea un sintetico ritratto della trama e dei personaggi, facendone risaltare i caratteri distintivi.

Leggi qui >  MACBETH, LA TRAGEDIA DI SCOZIA = di Valivi

[articolo condiviso dal blog “Acquaelimone” – La centaura umanista]

Riccardo III… in backstage

L’IMMORTALE SHAKESPEARE IN VERSIONE VIDEO-TEATRALE: UN’OCCHIATA DIETRO LE QUINTE = video a cura di QU.EM. quintelemento e Spazio Mythos

Quattro sono i cortometraggi scaturiti dal Progetto Riccardo III, realizzati in ambientazioni e modalità teatrali dalle compagnie QU.EM. quintelemento e Spazio Mythos. Ognuno dei filmati è dedicato al rapporto di Riccardo di Gloucester con alcuni dei personaggi della celebre opera shakespeariana: Lady Anne, il duca di Buckingham, il conte di Richmond, gli spettri delle vittime, lo stesso io di Riccardo… Ma prima di calarci nell’intensa drammaticità dell’opera, vi proponiamo il dietro-le-quinte della lavorazione: con quel pizzico di ironia che non guasta mai…

Tracce 2017 – Studio Osservatorio sul teatro contemporaneo

TERZA EDIZIONE PER LA RASSEGNA DI TEATRO CONTEMPORANEO PROMOSSA DALLA UILT – UNIONE ITALIANA LIBERO TEATRO E DAL PREMIO SELE D’ORO MEZZOGIORNO = OLIVETO CITRA (Salerno) 7-8-9-10 SETTEMBRE 2017

 

Il Premio Sele d’Oro nacque nel 1985 per dare una voce diversa al desiderio di riscatto del Mezzogiorno d’Italia, nel segno della cultura e della partecipazione; e da allora si sono susseguite ben trentadue edizioni, fra dibattiti, incontri, spettacoli, arte, politica, letteratura… Dal 2015, il programma si è arricchito del festival Tracce, studio osservatorio sul teatro contemporaneo a cura della UILT, la federazione di oltre 900 compagnie teatrali amatoriali. Qui di seguito potrete leggere la presentazione dello ‘stile’ di questa rassegna e degli eventi previsti dal 7 al 10 settembre 2017.

Leggi qui >  TRACCE 2017. STUDIO OSSERVATORIO SUL TEATRO CONTEMPORANEO

L’atomo di cesio 133 ovvero l’ininfluenza di chiamarsi Riccardo

UN PROGETTO VIDEO-TEATRALE IN SCENA VENERDI’ 8 SETTEMBRE 2017 AD OLIVETO CITRA = di QUEM quintelemento e Spazio Mythos

ATOMO DI CESIO 133 per Tracce

Il progetto che qui presentiamo nasce dalla collaborazione, ormai consolidata, fra le compagnie QU.EM. quintelemento di Cremona e Spazio Mythos di Casalbuttano, nel caso specifico da un accurato lavoro di studio sul “Riccardo III” di Shakespeare. Abbiamo analizzato il testo, le singole parole, i personaggi e il contesto, ed alla luce di questa analisi abbiamo deciso di approfondire un aspetto specifico dell’opera, quello che più di tutti ci ha colpito, anche per la sua evidente attualità: Riccardo III nel suo rapporto con gli altri.

Leggi qui >  IL PROGETTO RICCARDO III = di Francesca Rizzi

Riccardo III… in progress…

UNA RILETTURA VIDEO-TEATRALE, DAL CORTOMETRAGGIO AL PALCOSCENICO = un progetto di QUEM quintelemento e Spazio Mythos

Siamo partiti dallo studio metodico di una serie di estratti dell’opera shakespeariana, centrando l’attenzione su alcuni episodi chiave del rapporto di Riccardo di Gloucester con gli altri personaggi (e soprattutto con sé stesso). Il progetto si tradurrà in quattro cortometraggi ed in un dramma teatrale che, prendendo spunto ed utilizzando alcuni spezzoni di questi video, ha dato vita ad un copione calato nella nostra modernità; lo presenteremo ad Oliveto Citra (Salerno) l’ 8 settembre prossimo, nel contesto del festival Tracce 2017,  organizzato dalla UILT – Unione Italiana Libero Teatro. Qui sopra potete vedere alcuni visual post dedicati alle prove e alle riprese.

Guarda il sito per conoscere l’associazione >  QUEM quintelemento

Mater Misericordiae

UNA PROPOSTA DI RIFLESSIONE SULLA FIGURA DI MARIA = cortometraggio di QUEM quintelemento

Maria… ovvero il desiderio di ‘normalità’ di una donna proiettata invece in una dimensione più grande di lei… dove capire il senso della sua vita a volte significa manipolare. Ma Maria, d’altro canto, è diventata da millenni un segno di speranza, una realtà alla quale neppure lei può sottrarsi. Ed allora la sua storia è anche la metafora di un dilemma tipicamente umano: il contrasto fra le nostre aspirazioni e le esigenze degli altri, il nostro desiderio di libertà ed i condizionamenti della vita… con sullo sfondo l’angosciante consapevolezza dell’inesorabilità del destino, o se si preferisce, dell’inquietante incomprensibilità del divino.

Scena, rivista della UILT

UN NUMERO SPECIALE, PER IL 40º ANNIVERSARIO DELLA U.I.L.T. – UNIONE ITALIANA LIBERO TEATRO 

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Vi proponiamo la lettura della rivista ufficiale della UILT – la federazione di 857 compagnie teatrali amatoriali, per 14.301 associati – che rappresenta una delle più importanti realtà del teatro italiano. Alle consuete rubriche, articoli, recensioni e studi, si affianca, in questo numero, una bella panoramica sui 40 anni di vita della UILT: tanti ricordi, tante emozioni… ma soprattutto l’assoluta convinzione di continuare a credere, e lavorare, per la grande magia del teatro.

Leggi qui >  SCENA Nº 87 RIVISTA DELLA U.I.L.T.

Colori

DALL’ANTARTIDE ALLA CAMBOGIA: IL BIANCO E L’ARANCIO = cortometraggi di QUEM quintelemento

Siamo partiti dalle suggestive immagini che il nostro operatore, Rino Olivieri, ha effettuato nel corso degli anni nei più diversi angoli del pianeta, alla scoperta di luoghi, popoli e costumi. La nostra regista, Francesca Rizzi, ne ha scelto una piccola parte, ma con l’intento di andare oltre la logica del semplice documentario, per realizzare qualcosa più in sintonia con l’anima video-teatrale di QU.EM. quintelemento. E così, l’idea di fondo è stata quella di abbinare i filmati e le musiche ai colori, individuandone ogni volta uno dominante…

Io… Riccardo III…

UNA DISCESA NEI MEANDRI PIU’ OSCURI DELL’ESSERE UMANO… A MARGINE DI UN PROGETTO VIDEO-TEATRALE SULLA CELEBRE OPERA DI SHAKESPEARE = di Francesca Rizzi

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Volere è potere… ma chi troppo vuole nulla stringe. Detti popolari che sembrano riportare “con i piedi per terra” la storia di Riccardo III.
La contraddizione tra ciò che si vuole e la fatica di pagarne poi il prezzo, resta una questione senza tempo. Shakespeare si sa, tratta di questioni eterne… ed è sorprendente averne la conferma ogni volta che si incontra una sua opera.

Leggi qui >  IO… RICCARDO III… = di Francesca Rizzi

Contro la Rosa Rossa

LETTURA STORICA DEL “RICCARDO III” DI WILLIAM SHAKESPEARE = di Roberto Motta Sosa

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“Non si può comprendere l’importanza del Riccardo III all’interno dei drammi di William Shakespeare se non lo si colloca nella sua giusta sequenza temporale, rappresentata dall’inizio, l’acme e la conclusione della Guerra delle Due Rose”. Inizia così, con un ineccepibile assioma, questo articolo di Roberto Motta Sosa, che riproponiamo a tutti coloro che amano non solo leggere un’opera, ma approfondirne il contesto, i presupposti, i significati… vale a dire, che accettano ancora di coniugare il verbo studiare…

Leggi qui > CONTRO LA ROSA ROSSA = di Roberto Motta Sosa

 

Troppo lontano

“SONO USCITO DA QUELLA STRADA, CREDEVO CHE FOSSE LA PIU’ GIUSTA, E INVECE MI HA PORTATO LONTANO”… = cortometraggio di QUEM quintelemento

Questo cortometraggio è stato realizzato in modo volutamente spartano, secondo una logica di semplicità che nulla a che a fare, ovviamente, con un impegno ‘minimale’. Al contrario, l’intendimento è stato quello di centrare l’attenzione sull’essenzialità dei gesti, della sceneggiatura, della costruzione del soggetto. L’evocatività delle parole ha assunto in tal modo un’incisività ancor più pregnante, evitando la facile scorciatoia dell’effettistica e della ridondanza estetica.

La prospettiva di Foucault

LA VITA, IL POTERE. NUOVE CATEGORIE E NUOVI STRUMENTI PER COMPRENDERE LA MODERNITA’  

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Michel Foucault (1926-1984) è stato uno dei grandi filosofi del Novecento; autore di opere fondamentali per la cultura moderna, si è occupato di temi ‘scomodi’ come la follia, il crimine, la repressione sociale, l’identità sessuale. In questo articolo viene posta in risalto la modalità innovativa del suo pensiero, la sua capacità di tagliare i ponti con le tradizioni consolidate, per buttarsi alla ricerca dei luoghi più inesplorati dell’essere umano.

Leggi qui >  LA PROSPETTIVA DI FOUCAULT  

[articolo condiviso dal blog “Biopoliticaperlamiaragazza” – Università del Salento]

1984, quando Nam June Paik sfidò Orwell con la video-arte

NELL’ANNO SIMBOLICO DEL MINACCIOSO GRANDE FRATELLO ORWELLIANO, LA PRIMA ‘INSTALLAZIONE’ INTERNAZIONALE, VIA SATELLITE, DELLA STORIA = di Angelo Santini

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Il 1° gennaio 1984, il grande video-artista coreano utilizzò il satellite per diffondere in diretta, in tutto il mondo, il suo “Good morning, mr. Orwell”,  realizzato con la collaborazione di una cinquantina di artisti di vari continenti, tra cui Peter Gabriel, Laurie Anderson, John Cage, Philip Glass, Allen Ginsberg, Merce Cunningham. Il risultato fu una prodigiosa audience di 25 milioni di spettatori, con la quale Paik volle dare il suo “contributo diretto alla sopravvivenza umana”: al monito di George Orwell sui rischi del Grande Fratello totalitario, contrappose la possibilità di utilizzare diversamente le nuove tecnologie, nel segno dello scambio culturale fra gli artisti ed i popoli di tutto il mondo.

Leggi qui >  1984, QUANDO NAM JUNE PAIK SFIDO’ ORWELL CON LA VIDEO-ARTE = di Angelo Santini

[articolo condiviso dal sito “DailyStorm” – rivista online di attualità e cultura]

Il complesso rapporto del Dio di Maometto con il teatro

IL TEATRO E IL MONDO MUSULMANO, TRA DIFFICOLTA’, CONTRADDIZIONI E NUOVE VITALITA’ = di Andrea Porcheddu

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Riprendiamo questo interessante scritto di Andrea Porcheddu per entrare in un mondo sconosciuto, quello del teatro nei paesi islamici. Come di consueto, l’approssimazione del punto di vista ‘occidentale’ non si smentisce; in realtà, se è vero che le difficoltà sono tante, è altrettanto vero che esistono sorprendenti spazi di movimento per una teatralità di ispirazione e di contesto musulmano. Rileggete questo articolo, è un ottimo contributo per comprendere meglio le diversità dei tanti mondi che colorano il genere umano.

Leggi qui >  IL COMPLESSO RAPPORTO DEL DIO DI MAOMETTO CON IL TEATRO = di Andrea Porcheddu

[Testo condiviso dal sito “Gli Stati Generali” – foto di Wahid Adnan]

Frammentazione

LA DESTRUTTURAZIONE DEI PIANI DI REALTA’, PER NUOVE MODALITÀ ESPRESSIVE = laboratorio video-teatrale a cura di QUEM quintelemento

“Frammentazione” è un laboratorio di ricerca e di sperimentazione video-teatrale, ideato da QU.EM. quintelemento nel segno della massima libertà creativa. Sviluppatosi in un lungo arco di tempo, a seguito e a ridosso dei molti rivoli delle attività del gruppo, si è snodato nei meandri di una onirica sovrapposizione di immagini, figure, azioni e movimenti; il concetto di base, la frammentazione dei piani di realtà, ha seguito il percorso accidentato della sperimentazione teatrale, per poi trasformarsi in successive elaborazioni video. Il tempo, il corpo e il racconto sono diventati attimi di esistenza ‘scollegati’, che accadono, a volte si incrociano, ma rifuggono ogni trama predeterminata, ogni pulizia intellettuale.

Gary Brackett: “the Living Theatre” dopo Judith Malina

INTERVISTA A GARY BRACKETT, DIRETTORE ARTISTICO DEL ‘LIVING THEATRE EUROPA’, AL LUCCA UNDERGROUND FESTIVAL = a cura di Gianmarco Caselli

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La morte di Judith Malina (10 aprile 2015) ha inferto un colpo forse fatale alla straordinaria storia del Living Theatre, il collettivo politico-teatrale da lei fondato, con Julian Beck, nel lontano 1947. La traccia indelebile che il Living ha impresso alla sperimentazione teatrale e all’impegno politico-sociale dei nostri tempi purtroppo si sta spegnendo, travolta dalla ferocia distruttiva del potere e del denaro. Ce ne parla, fra molta malinconia e qualche tenue speranza, Gary Brackett, in questa intervista che vale la pena di rileggere a distanza di un anno.

Leggi qui >  GARY BRACKETT: “THE LIVING THEATRE” DOPO JUDITH MALINA = a cura di Gianmarco Caselli

[Testo condiviso dal sito “Wordsinfreedom” – foto di Marie Jésus Diaz, dalla performance di “Antigone”]

Vaidade – Florbela Espanca

UNA SPLENDIDA POESIA, UNA DRAMMATICA RIFLESSIONE SULLA FRAGILITÀ’ DELLA VITA = cortometraggio di QUEM quintelemento

Florbela Espanca (1894-1930) è una grande poetessa portoghese, una personalità segnata in profondità da una forte carica emozionale e da dolorose vicende familiari. Le sue poesie graffiano il cuore come solo possono fare le parole di un’anima ferita, alla disperata ricerca di qualcosa che non può abitare nel mondo del quotidiano esistere. Questo video ha cercato di tradurre in immagini e sguardi le suggestioni di Florbela; girato in gran parte a Lisbona, è  in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Carmelo Bene recita Majakovskij

“ALL’AMATO ME STESSO”. LA FORZA DELLA PAROLA, LA SUGGESTIONE DEL VIDEO = a cura di Rai Sat Premium

Vladimir Majakovskij scrisse questa magnifica poesia nel 1916, e Carmelo Bene ne dà una interpretazione magistrale, non solo dal punto di vista della ‘tecnica’ vocale, ma soprattutto per l’intensità emotiva e la capacità di sconvolgere la sua stessa interiorità. Il video è un estratto di “Bene! Quattro diversi modi di morire in versi: Blok-Majakovskij-Esènin-Pasternak”, registrato dalla RAI nel 1974 e andato in onda tre anni dopo; anche la versione integrale è reperibile su YouTube.

[Filmato tratto dal canale “Libbano101” di YouTube]

Il ruolo della formazione nella transizione verso l’E-Union

SINDACATO E SOCIAL MEDIA. INTERVISTA A FRANCESCA RIZZI DELLA FIRST-CISL = a cura di Francesca Brudaglio

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Il termine E-Union probabilmente risulterà strano a molti, ma in realtà rappresenta una delle molte sfide che il sindacato dovrà (o meglio, deve) necessariamente affrontare per adeguare la sua presenza alla realtà di oggi. La rappresentanza dei lavoratori, l’assistenza, i servizi, la tutela, restano ovviamente ancorati alle coordinate tipiche dell’azione sindacale, ma non possono prescindere da un sapiente uso della rete: non per sostituire ma per integrare, e quindi per migliorare l’efficacia dell’azione sindacale. Ne parla, in questa intervista, Francesca Rizzi, responsabile dei social network della FIRST-CISL nazionale.

Leggi qui >  IL RUOLO DELLA FORMAZIONE NELLA TRANSIZIONE VERSO L’E-UNION = a cura di Francesca Brudaglio

[Testo condiviso dal sito “Bollettino Adapt“]

“O marinheiro” de Fernando Pessoa

A REALIDADE, O SONHO. A ÚNICA OBRA DRAMÁTICA DO GRANDE POETA PORTUGUÊS, PARA UMA PRODUÇÃO VÍDEO-TEATRAL = curta-metragem de QUEM quintelemento e Companhia Mailò

O Marinheiro foi escrito em 1913. O estilo é claramente inspirado em sugestões do tipo simbolista; “é uma obra tipicamente pessoana, que contém a dicotomia ficção-verdade, o problema da heteronomia, o gosto do esotérico” (Antonio Tabucchi). A curta-metragem é construída sobre uma versão abreviada da obra; a concepção video-teatral de QUEM e Mailò privilegia a consciência activa e lúdica do seu autor, pelo que transformámos o marinheiro num personagem vivo, e não só narrado, pois através dele é apresentado o sonho, a realidade vivida e o teatro da vida.

 

“Il marinaio” di Fernando Pessoa

LA REALTA’ E IL SOGNO. L’UNICA OPERA DRAMMATURGICA DEL GRANDE POETA PORTOGHESE, IN UNA PRODUZIONE VIDEO-TEATRALE = cortometraggio di QUEM quintelemento e Compagnia Mailò

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Scritto nel 1913, Il marinaio è un testo visibilmente simbolista, con alcune caratterizzazioni che appartengono in pieno alle coordinate tipiche di Fernando Pessoa, in particolare la problematicità del rapporto finzione-verità. In tal senso, il cortometraggio di QUEM e Mailò ha giocato liberamente anche sull’alternanza fra la parte propriamente teatrale e quella video, in un contrasto di ‘colori’ e di ‘bianco&nero’ in cui il misterioso marinaio è diventato un personaggio attivo, e non solo raccontato… (fotografia di Claudio Rancati)

Teatro e scrittura

LA GRANDE SVOLTA DEL TEATRO DEL NOVECENTO: DALLA CENTRALITA’ DEL TESTO ALLA DIMENSIONE POST-DRAMMATICA = di Flavio Cipriani

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Il Novecento ha segnato una profonda frattura nella storia del genere umano, anche per quanto riguarda il teatro… e non poteva essere diversamente, soprattutto se consideriamo  il ruolo decisivo della cultura in genere, e delle arti, nelle rivoluzioni che hanno marcato  in profondità tutto il secolo scorso. Flavio Cipriani, direttore del Centro Studi della UILT (Unione Italiana Libero Teatro), ci presenta un’approfondita esposizione delle coordinate fondamentali del vero e proprio ribaltamento dell’antico mondo del palcoscenico.

Leggi qui >  TEATRO E SCRITTURA = di Flavio Cipriani

Mário de Sá-Carneiro, o “Ultimo soneto”

HOMENAGEM AO GRANDE POETA PORTUGUÊS, CEM ANOS APÓS SUA MORTE

Mário de Sá-Carneiro (1890-1916), grande amigo de Fernando Pessoa, foi um poeta e escritor português, um dos mais reputados expoentes do modernismo. Ele morreu em 26 de Abril de 1916: suicidou-se a Paris, com cinco frascos de estricnina. No centésimo aniversário de sua morte, lembramos Sá-Carneiro com o Ultimo soneto, escrito a Paris em Dezembro de 1915.

Ler mais > MÁRIO DE SÁ-CARNEIRO, O “ULTIMO SONETO”

Pasolini, la patria assente

L’ITALIA DEGLI ANNI CINQUANTA E LA NUOVA BORGHESIA. UN GIUDIZIO IN SPIETATA POESIA = a cura di PalomarBlog 

Inserita nella sezione dei Nuovi epigrammi (1958-59) di La religione del mio tempo (1961), la poesia  Alla mia nazione è un crogiolo di significati, di indignazione, di dolore e di passione, nella più tipica espressività letteraria e politica di Pier Paolo Pasolini. E’ un testo che ancor oggi risulta corrosivo e spiazzante, ma che rischia di essere catturato dalla retorica di chi, a prescindere, esalta o disprezza Pasolini. L’articolo scava nelle profondità di questa poesia per aiutarci a rileggerla in tutta la sua vera essenza, al di là della violenza immediata e feroce delle parole.

Leggi qui >  PASOLINI, LA PATRIA ASSENTE = a cura di PalomarBlog

[Testo condiviso dal blog “Palomar” – Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci]

 

Viagem das Águas através da literatura e das imagens

OS MOTIVOS DA NOSSA VIAGEM DE REGRESSO ÀS TERMAS = de Helena Gonçalves Pinto

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Percorrer as cidades termais europeias através da literatura é tomar conhecimento com os seus contornos em grande parte sulcados por uma matriz cultural que remonta a Setecentos: as origens aristocráticas; a identificação com a água, tanto do ponto de vista funcional, como da representatividade; a fisionomia matizada por razões de higiene e cura, mas também pela simbologia e pelo culto da Natureza, ou seja, todo um conjunto de aspetos, motivações ou interesses à volta da atividade termal que conferiu uma organização espacial específica e formas urbanístico-arquitetónicas singulares…

Ler mais >  VIAGEM DAS ÁGUAS ATRAVÉS DA LITERATURA E DAS IMAGENS = de Helena Gonçalves Pinto

I molti volti del Realismo

L’ARTE ‘REALISTA’ E LA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA’. UNA LETTURA DIVERSA OLTRE I LUOGHI COMUNI = di Alessio Gerola

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Per l’osservatore occasionale ed incauto, un’opera d’arte è realista quando riproduce fedelmente una porzione della realtà; e quell’artista è ‘capace’ di farlo, nella misura in cui la ricopia nei minimi dettagli. Ed invece, il realismo è una gamma di molteplici sguardi, e di prospettive radicalmente diverse, su una stessa ‘identica’ porzione di realtà. Il nostro autore ci aiuta ad uscire dall’ennesima trappola del pregiudizio e della superficialità, guidandoci in una intrigante esplorazione del rapporto fra artista, realtà rappresentata e atto della rappresentazione…

Leggi qui >  I MOLTI VOLTI DEL REALISMO = di Alessio Gerola

[Testo condiviso dal blog “NoteInBottiglia“]

Danton-Robespierre. L’eterno dilemma.

“LA MORTE DI DANTON” DI GEORG BÜCHNER: UN ESTRATTO IN VERSIONE VIDEO-TEATRALE = cortometraggio di QUEM quintelemento

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E’ una delle pagine più suggestive del teatro ottocentesco, e mantiene ancor oggi una straordinaria attualità. Il giovane Büchner – senza cadere nella trappola dei consueti e semplicistici (pre)giudizi su Danton e Robespierre – ci fa riflettere oltre il contesto storico dell’opera: il cambiamento è possibile? lo si può ottenere senza mezzi estremi? ma se la rivoluzione è un bagno di sangue, e la gradualità è una palude di compromessi, cosa si può fare? QUEM quintelemento ripropone il testo di Büchner in una veste moderna, per un cortometraggio disponibile nel proprio canale di YouTube.

Danton – Andrzej Wajda (1983)

DANTON E ROBESPIERRE. IL DRAMMATICO SCONTRO DI DUE UOMINI E DI DUE IDEE DI RIVOLUZIONE = di Gabriella Alù

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Abbiamo ripreso questo bell’articolo di qualche anno fa, per due motivi. Prima di tutto, è una puntuale ed interessante recensione del celebre film di Wajda; in secondo luogo, entra nel merito anche del tema centrale del film, dal punto di vista propriamente storico, e senza cadere nella solita banale contrapposizione tra Robespierre il cattivo e Danton il buono. La questione è molto più complessa, e l’autrice ce ne dà conto con tutta le ‘cautele’ del caso.

Leggi qui >  DANTON – ANDRZEJ WAJDA (1983) = di Gabriella Alù

[Testo condiviso dal blog “NonSoloProust”]

Marlon Brando, che rifiutò l’Oscar

NON SOLO LUCI SFAVILLANTI, NELLA STORIA DELLA NOTTE PIU’ FAMOSA DEL MONDO DEL CINEMA = di Filippo Dionisi

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Il gran rifiutò si consumò nel 1973, e fu annunciato in diretta al pubblico presente da Sacheen Littlefeather, una giovane donna di ascendenze Apache, che motivò la scelta di Brando proprio come forma di protesta in favore dei diritti dei nativi americani (quelli che chiamiamo ‘indiani pellerossa’, come se gli stranieri fossero loro!). A Sacheen gliela fecero pagare: leggete come in questo articolo… e guardate nel video come si fa a dire no ad un Academy Award

Leggi qui >  MARLON BRANDO, CHE RIFIUTO’ L’OSCAR = di Filippo Dionisi

[Testo condiviso dal blog “Apparentiae“]

Rita Levi Montalcini

QUANDO GLI ITALIANI SI FANNO ONORE. BIOGRAFIA DI UNA GRANDE SCIENZIATA E DI UNA GRANDE DONNA = di Chiara

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La sigla NGF è sconosciuta ai più, come pure la sua estensione: nerve growth factor, fattore di crescita nervoso. Ma è per i suoi studi in argomento che la scienziata torinese è stata insignita, nel 1986, del Premio Nobel per la medicina… e con giusta ragione, considerate le enormi implicazioni per la cura di alcune gravissime malattie. Vi invitiamo, allora, a scoprire qualcosa di più della vita di questa donna straordinaria: perché sono le persone come lei a fare davvero la storia, ed a meritare molta più attenzione e riconoscenza da parte di un mondo troppo distratto da ben altri (presunti) “eroi”

Leggi qui >  RITA LEVI MONTALCINI = di Chiara

[Testo condiviso dal blog “Alla scoperta delle donne“]